Visitare Sutri
Storia sulla Via Francigena
Indirizzo
Sutri
GPS
42.245063767357, 12.216979191462
Telefono
Visitare Sutri? Significa scoprire l’anfiteatro romano e il mitreo sotterraneo nell’ambiente naturalistico di fascino del Parco archeologico, e girare il bel borgo arroccato.
Visitare Sutri. La nostra visita porta indietro nel tempo, fino all’epoca etrusco-romana, quando, l’insediamento etrusco attiguo al territorio dei Falisci, era nota ai Romani come “la Porta d’Etruria” attraverso la quale, dopo la conquista di Veio (396 a.C.) da parte dei romani, fu possibile continuare la conquista dell’Etruria Meridionale.
Dopo varie vicende storiche e la riconquista da parte degli etruschi della Sutri romana, in epoca medievale la cittadina conobbe una vita molto fiorente grazie al transito delle persone sulla Cassia, che in epoca medievale divenne la Via dei Pellegrini, la Francigena, e che passava tra il borgo odierno di Sutri e la collina che sorge invece dall’alto lato e dove inizieremo la nostra visita.
Le 3 cose da non perdere a Sutri:
– L’imponente anfiteatro di Sutri, interamente scavato nel tufo della collina, unico nel suo genere. Secondo gli studi più recenti, fu costruito tra la fine del II secolo a.C. ed il I secolo d.C. , per cui è un’opera romana e non etrusca. L’aspetto dell’anfiteatro di Sutri era simile a quello del Colosseo, sebbene oggi le gradinate appaiono consumate, sappiamo che anche il monumento di Sutri era arricchito da un coronamento finale di colonne, statue e nicchie, che in parte sono riconoscibili lungo il perimetro della parete circostante.
Un’esperienza che faremo durante la visita, porterà nei Giardini di Villa Savorelli, da dove si può ammirare l’anfiteatro dall’alto, e che svelerà allo sguardo la sua pianta ellittica con i tre ordini di gradinate, ai quali si accedeva attraverso un funzionale sistema distributivo. Un sistema, che sopravvive nei nostri stadi di calcio.
– Il Mitreo di Sutri è annoverato tra i più suggestivi d’Italia, è un tempio ricavato da tombe, dedicato al dio pagano Mitra. Nel sotterraneo scavato nella collina di tufo, si svolgevano i banchetti mistici degli iniziati al culto di Mitra nel corso del secolo I d.C. Al centro del pavimento è ancora visibile la fossa per la raccolta del sangue del toro sacrificato in onore al dio Mitra. Nell’epoca cristiana il Mitreo fu trasformato in chiesa, oggi è dedicata alla Madonna del Parto.
Nell’atrio un interessante affresco raffigura una scena di pellegrinaggio al sacro monte del Gargano dedicato a San Michele. All’interno della chiesa viene raffigurato il più antico presepio di Sutri: San Giuseppe, al Vergine con il Bambino in fasce, e sullo sfondo il bue e l’asino.
Varie raffigurazione di Santi si sono conservate sulle pareti laterali, sulle colonne sono ancora visibili alcune formelle della via crucis in maiolica del Settecento.
– All’interno del borgo si visita la cattedrale di Santa Maria Assunta risalente al secolo XII, che ha ancora il bel campanile originale. L’interno trasformato in epoca posteriore conserva il pavimento cosmatesco, una tavola del Salvatore Benedicente, la cripta ad oratorio di epoca longobarda.
La nostra visita parlerà anche delle leggende, alle quali Sutri è legata, del dio pagano etrusco Sutrinas, di Orlando Paladino, figlio di Carlo Magno, di Furio Camillo che viene legato alle sorti della città etrusca e la sua alleanza con i Romani.
Uno degli abbinamenti più belli con la visita di Sutri è Palazzo Farnese di Caprarola, nella seconda parte della giornata.
Vedi anche: Itinerari, Destinazioni, La Tuscia.
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