Villa Lante

Splendido Giardino a sorpresa

Indirizzo

Villa Lante Bagnaia

GPS

42.426488479366, 12.154975031712

Telefono

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Villa Lante Bagnaia

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42.426488479366, 12.154975031712

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Villa Lante fu costruita più o meno nello stesso periodo che Villa Farnese di Caprarola, nella seconda metà del secolo XVI. Anche Villa Lante fu ammirata da papi, tra i quali Gregorio XIII, Clemente VIII, per gli splendidi Giardini che suscitarono sorpresa per la loro bellezza. Una bellezza che era insolita nell’architettura dei Giardini e che continua ad affascinare ancora oggi, ma, vediamo perché.

Il perché consiste in una grande innovazione da parte dell’architetto, probabilmente Jacopo Barozzi da Vignola, nell’abituale disegno dei Giardini conosciuti fino allora, e anche nell’invenzione di nuove forme acquee.

Una soluzione che scaturì dalle richieste del committente, il cardinale Francesco Gambara (1533-1587), che volle mettere in risalto il ruolo dell’acqua, che dava un significato speciale a questi Giardini.

Chi entra nei Giardini costruiti su vari livelli, e si aspetta il solito viale dritto la cui visuale chiude con un edificio-palazzo, rimane sorpreso perché al posto del viale vede una serie di fontane sovrapposte con tanti di giochi d’acqua, nel pendio di una collina boscosa. La “solita” palazzina viene sdoppiata, se ne trovano addirittura due, gemelle, che fungono come quinte teatrali sulla destra e sulla sinistra del terrazzamento in basso, realizzate e affrescate in due periodi diversi.

L’acqua scintillante nella luce scende dall’alto dalla fontana del Diluvio, da una fontana all’altra, con la sola forza di gravitazione, riempiendo delle vasche dalle forme varie, creando delle cascate e degli zampilli, fermandosi nella splendida fontana in basso, detta dei Mori (denso di significati simbolici).

Ogni fontana ha la forma, il colore dell’acqua, il suono diverso che si fonde con il cinguettio degli uccelli creando un sentire armonioso con la natura e con l’universo.

Sebbene l’arte dell’architettura in Villa Lante s’intrecci con i dettami tridentini sostenuti dal committente, ci troviamo in una residenza estiva di grande splendore, fatta costruire per i vescovi di Viterbo, a partire dal 1568. I costi della costruzione gravavano sulle finanze dello stesso committente che dovette affrontare anche condizioni delicate per portar avanti l’opera, fino alla definizione del giardino e la costruzione della Palazzina che porta il suo nome, che avvenne entro l’anno della sua morte nel 1587.

La Palazzina Gambara, che nella sua divisione interna si rifà alla graticola di San Lorenzo, fu costruita tra il 1572-78. Il cardinale Gambara, bresciano, chiamò ad affrescare la palazzina a Girolamo Muziano (1522-1592) bresciano anche lui, probabilmente si fece “prestare” dal Gran cardinal Farnese Raffaellino da Regio (1550-1578) che dipinse alcune sale con Giovanni de’ Vecchi il palazzo di Caprarola, e Giovanni Battista Lombardelli (1530-1587).

La costruzione della Palazzina Montalto, gemella della Palazzina Gambara, e la sistemazione dell’area delle Logge delle Muse e della Fontana del Diluvio del Giardino (operata probabilmente da Pirro Ligorio), e nuovi interventi nel parco con la Fontana del Pegaso, così come la modifica della Fontana dei Mori, risalgono sostanzialmente ai tempi del cardinal Alessandro Peretti Montalto tra il 1590-1597. Il cantiere pittorico della palazzina Montalto si deve al Cavalier d’Arpino e cerchia (1613-inizi 1615) e di Agostino Tassi e cerchia (1615).

Le Fontane di Villa Lante: la Fontana dei Mori, la Fontana dei Lumini, la Mensa del Cardinale, la Fontana dei Giganti, la Catena d’acqua del Gambero, la Fontana dei Delfini e la Fontana del Diluvio.

Bibliografia: Benocci, Alessi, Frommel, Buchicchio…

Il Parco di Villa Lante

Il parco di Villa Lante a Bagnaia è preesistente al Giardino a sorpresa. Il barco, ossia la riserva di caccia, costituiva fin dal secolo XIII assieme al borgo di Bagnaia, la residenza estiva dei vescovi di Viterbo, fino al 1655.

Come vedrete, il borgo di Bagnaia è indivisibile dalla concezione della villa, i due fanno parte integrante dell’opera urbanistica di questo piccolo centro.

Ancor oggi è possibile addentrarsi nel parco, tra le fontane rustiche, dove gli alberi ed arbusti furono piantati raggruppati, come volevano i trattati degli alboricoltori del ‘400 e del ‘500, secondo la stessa specie. Ci si trovano gruppi di abeti, querce, lecci, castagni, corbezzoli, allori, viburni.

I viali sono accompagnati soprattutto da lecci e querce vetusti, olmi, aceri, carpini.

IL BARCO DALLA FINE DEL ‘400 VENIVA TRASFORMATO in parco, così venne recintato, in gran parte veniva lasciata la vegetazione naturale compresi gli alberi. Fu percorso da lunghi viali che lo dividevano in vari appezzamenti piantati in alberi silvestri e da frutta. Erano inoltre numerose le costruzioni in legno: le spalliere per le viti, le rose, delle cupole, e delle piramidi. Una parte del parco veniva coltivato a orto.

Fu costruito un acquedotto per portare l’acqua nelle fontane del parco, venne costruito il Casino da caccia (1532) e un pozzo per il ghiaccio.

Nella trasformazione del barco in parco in questo modo si mescolavano gli effetti del selvatico con il domestico.

La vera trasformazione dal barco-parco in villa avviene però dopo il 1568. Quando il cardinale Giovanni Francesco Gambara, intenditore d’arte, appassionato di giardini considerato uno dei più ricchi del sacro collegio, fece trasformare parte del parco in un Giardino a sorpresa.  Un giardino, che fonde in sé le caratteristiche dei giardini manieristi, quelle all’italiana, con nuove invenzioni de forme e sorprendenti innovazioni nel disegno.

Conosciamo la grande varietà di vegetali e la condizione del parco dalla descrizione del cronista di papa Gregorio XIII, Fabio Arditio, che visitò i giardini di Villa Lante nel 1578, dopo aver soggiornato nella Villa di Caprarola del Gran cardinal Farnese, imparentato con il cardinal Gambara.   

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