Visitare Palazzo Farnese
Il Palazzo di rara bellezza
Indirizzo
Caprarola
GPS
42.328418466535, 12.237369575282
Telefono
Visitare Palazzo Farnese, di Caprarola, significa scoprire un palazzo-fortezza (1550-1575) di rara bellezza, tra splendidi affreschi (1560-1583), dorature, greche, stucchi, un luogo invidiato da molti signori dell’epoca, e che potrebbe essere degno di un papa!
E non è un caso…anche perché il Gran Cardinal Farnese (1520-1589), mentre commissionava al Vignola la trasformazione della vecchia fortezza pentagonale già con corte circolare, in un palazzo, oltre i Giardini, e il Parco monumentale, stava preparando la propria elezione al soglio pietrino.
Ahimè, la sua elezione a papa non avvenne mai, ma lasciò in retaggio, oltre le tante altre da lui commissionate o fatte ultimare dopo la morte del nonno papa Paolo III, un’opera del Rinascimento Italiano, la cui bellezza fu descritta dai contemporanei, tra cui il Vasari, come “davvero di rara bellezza”.
Un’interessante descrizione del 20 settembre 1578 di un inviato di Gregorio XIII, in una lettera inedita dell’archivio Gonzaga, portata alla luce da Daniela Sogliani, ne scrive come “con appartamenti veramente da papa”.
Ammirarono gli affreschi di Caprarola, oltre a papa Gregorio XIII che alloggiò al palazzo assieme a Alberto VII d’Asburgo figlio dell’Imperatore Massimiliano, anche Clemente VIII, oltre una serie di cardinali e umanisti.
La fama del palazzo di Caprarola era tale nella competizione tra i signori dell’epoca, da attrarre persino alcuni della famiglia tradizionalmente nemica dei Farnese, i Gonzaga, a cominciare da Guglielmo (1538-1587) che era in rapporto con il Gran cardinal Farnese nella Corte Pontificia, e si lasciò ispirare sul percorso erudito-artistico degli affreschi del palazzo di Caprarola, in Corte Vecchia.
Tornando alla nostra visita, sarà come una scoperta del Rinascimento Italiano, del tardo Rinascimento, dove non manca davvero nulla, dall’architettura militare e civile, oltre la pittura. Tutto all’insegna del Giglio farnesiano, che scolpito e dipinto ovunque, vi entrerà indelebilmente nella memoria, lo scopo era proprio questo, far ricordare per sempre il stemma e il nome dei Farnese.
Si passa dalle basi pentagonali e la corte a cerchio, all’alzato, alla famosa affrescata scala ad elica costruita in un cilindro, alle regole e al pensiero rinascimentale della bellezza, ridotte a proporzioni perfette, simmetrie, forme geometriche e tradotte nell’architettura del palazzo di Caprarola.
Percorreremo tante sale dagli affreschi su superfici estese, la scalata al potere della casata, la storia europea, l’arte, che, naturalmente, vengono mostrate nell’ottica della propaganda politica dal Gran cardinal Alessandro.
Gli affreschi, ornati di infinite figure minute e fitte, di grottesche, di damaschi, di stendardi, di stucchi, dorature e di oggetti di oreficeria, fanno arrivare il messaggio del Gran Cardinal Alessandro: ogni dettaglio è un vanto alla ricchezza, al prestigio, al potere politico, ma anche alla ricchezza e alla fantasia intese come cultura classica, umanistica, neoplatonica – ermetica, e anche religiosa della Riforma e Controriforma, come vedrete.
Negli affreschi di Caprarola risconterete la pittura romana, della seconda metà del secolo XVI, gli affreschi illusivi che riescono a raffigurare lo spazio in 3D, la pittura del paesaggio, i ritratti al vero di cui palazzo Farnese è disseminato, (e vi racconterò qualche felice scoperta fatta da me), arrivando volendo, all’uso delle medaglie, delle stampe, dei ritratti dipinti da Tiziano, negli affreschi di Caprarola. In realtà non sarà il nostro scopo di raccontare tutto in una visita guidata, aspettatevi una visita concisa, comunicativa e, per certi aspetti, divertente.
Inoltre, tutto questo percorso s’intreccia con la carriera e anche con la vita personale del cardinal Alessandro, su cui, ogni tanto si riesce a togliere il velo, grazie alla storica Patrizia Rosini che si dedica da decenni alla ricerca e alla trascrizione delle missive Farnesiane, in particolare, ma non solo, del cardinal Alessandro e delle donne della casata.
Il percorso di estrema erudizione iconografica degli affreschi di Caprarola fu reso possibile grazie alla cerchia culturale del Gran cardinal Alessandro, che poteva contare su umanisti, storici, iconografi, poeti, di primo piano. Tra loro Annibal Caro, Onofrio Panvinio, Fulvio Orsini, Paolo Giovio, Torquato Tasso e tanti altri, da non scordare inoltre, che Vasari stesso era una persona vicina al Gran Cardinale.
Gli affreschi (7650 metri quadri) furono realizzati da squadre nutrite di pittori, per forza, se, il lavoro di una giornata, era un metro quadro, (anche se nei palazzi della seconda metà del ‘500 la tecnica era diversa rispetto a quella del buon fresco, ci volle tempo per la realizzazione).
Di queste squadre di pittori conosciamo i nomi dei maestri, ma non dei tanti altri di talento, che si possono riconoscere eventualmente, dal loro stile. E’ il caso di vari pittori che operarono di certo a Roma, e anche di pittori fiamminghi che, lasciarono stupendi paesaggi dipinti al palazzo di Caprarola.
Nella competizione tra i pittori nell’aggiudicarsi l’incarico a Caprarola, tra i migliori del periodo, erano Taddeo e Federico Zuccaro, Antonio Tempesta, Giovanni de’ Vecchi, Jacopo Zanguidi detto il Bertoja, Raffaellino da Regio, Giovanni Antonino da Varese.
Ma, in alcuni casi non tutto filava liscio tra committente e artisti, come vedrete, e capitava pure, nella vera e propria gara che era solita tra gli artisti rinascimentali, che uno faceva dispetto all’altro, per invidia. E, ne abbiamo le prove negli affreschi!
La visita non è ancora finita… si prosegue nei Giardini, nelle cui costruzioni, com’è noto, i Farnese si distinguevano, basti pensare agli Orti Farnesiani a Roma.
I Giardini Bassi si dividono nel giardino d’inverno (S-O) e d’estate (N-E), (e comunicano con i rispettivi appartamenti d’inverno e d’estate), costruiti con lo sbancamento a mano della roccia, e poste simmetricamente alle spalle del palazzo pentagonale, costituiscono due quadrati, con viali scenografici, chiusi da fontane.
Si sale sul pendio della collina boscosa al grandioso Parco a terrazze, ornate con delle fontane, di labirinti di bosso, di sculture scolpite probabilmente anche da Pietro Bernini e che circondano quello che era il rifugio del cardinale, la Casina del Piacere (1584-1586).
Si sale ancora per raggiungere il terrazzamento più in alto, il quarto, con una fontana ottagonale, rigorosamente con il Giglio farnesiano in cima, in un’architettura del verde che va verso il gusto del ‘600.
I Giardini, assieme al palazzo, furono disegnati da Jacopo Barozzi da Vignola (1507-1573), ma ultimati dopo la morte di questi, Giacomo del Duca (1520-1604) già assistente di Michelangelo, Giovanni Antonio Garzoni da Viggù (1537-1591), e Girolamo Rainaldi (1570-1655) incaricato dal cardinal Odoardo Farnese (1573-1626), nipote del Gran cardinal Alessandro.
IL PERCORSO DI VISITA abituale:
Pianterreno: Sala delle Guardie (Federico Zuccari, 1567-69). Corte circolare (decorazione pittorica 1579-1581, forse sotto la direzione di A. Tempesta). Scala Regia (1580-83).
Piano Nobile: Loggia di Ercole (Federico Zuccari 1568-69 e Jacopo Zanguidi 1572-73), la Cappella (Federico Zuccari 1566), Fasti Farnesiani (Taddeo Zuccari 1561-63), Anticamera del Concilio (Taddeo e Federico Zuccari 1562-64), Camera dell’Aurora (Taddeo Zuccari 1563-65), Stanza dei Lanifici (Taddeo Zuccari 1564), Stanza della Solitudine (Taddeo Zuccari 1566), il Gabinetto dell’Ermatena (Federico Zuccari 1566-67), il Torrione, il corridoio con i nodi Leonardiani, Stanza della Penitenza (Jacopo Zanguidi 1569-71), Stanza dei Giudizi (Jacopo Zanguidi 1569-71), Stanza dei Sogni (1570-71), Stanza degli Angeli (Jacopo Zanguidi, Giovanni de’ Vecchi, Raffaellino da Regio 1572-75), Sala del Mappamondo (A. Vanosino, De Vecchi, Raffaellino da Regio 1573-75).
Che cosa visitare lo stesso giorno con Palazzo Farnese? Puoi scegliere una delle destinazioni seguenti vicine: Sutri, Villa Lante, Viterbo, il Sacro Bosco di Bomarzo.
Bibliografia:
M. Firpo, C. Robertson, P. Tosini, D. Sogliani, M. Culatti, Guido Checchi, P. Rosini, Luchinat, Passini, Faldi…
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