Il lago di Vico

Il lago di Vico nelle opere Farnesiane di Villa Caprarola.

Indirizzo

Lago di Vico

GPS

42.317182898733, 12.168989579107

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IL LAGO DI VICO, così come il Lago di Bolsena, ha delle origini vulcaniche, nella sua area oggi è compresa una riserva naturalistica, che offre delle possibilità di escursioni naturalistiche e birdwatching. Noi, però, essendo Guide Turistiche Culturali, non ci occupiamo di questo tipo di visite. Allora perché parlarne?

Il lago di Vico. Per invitare coloro i quali non conoscessero il vicino Palazzo Farnese di Caprarola, ma sono amanti delle bellezze non solo della natura, ma anche dell’arte, di visitare questo magnifico luogo tardo Rinascimentale, Palazzo, Villa, Giardini e Parco.

Intanto, anticipo che la visita di Palazzo Farnese prende una mattina oppure un pomeriggio, a scelta.

Tra l’altro, è il lago di Vico che rappresenta il carattere distintivo della grande opera di costruzione di Caprarola, commissionata dal cardinal Alessandro Farnese jr, la fonte vitale che alimentava il Palazzo, le fontane dei Giardini e del Parco, così come la nuova Caprarola ricostruita contestualmente con la costruzione del palazzo (1550-1575).

È all’idea e all’immagine del lago di Vico che viene collegata la narrazione della grande opera, che, come dicevamo è anche idrica, e della figura del committente, il Gran Cardinal Alessandro, glorificato nella figura di Ercole, tra le altre scene, nel famoso affresco della creazione leggendaria del lago di Vico, nella Sala di Ercole del Palazzo di Caprarola.

Ma, l’immagine del lago di Vico viene rievocata anche in uno degli emblemi del cardinal Alessandro, prettamente legato alle opere di Caprarola, l’Unicorno con la Vergine con nello sfondo i contorni del lago di Vico e dipinto in varie parti del palazzo, per esempio nella volta della Scala ad elica.

Sappiamo che l’Unicorno era il simbolo della purezza, che proteggeva dalle avversità della vita, ed era l’emblema del padre del cardinal Alessandro, di Pier Luigi, e che venne affrescato almeno in due stanze del palazzo, “…l’Unicorno che zuffa il suo corno in un rivo pieno di serpenti”, capace di purificarne le acque.

Il Gran cardinale, continuando la narrazione dell’emblema di suo padre, aggiunse all’Unicorno la figura della Vergine, la sola che riesce a domare con il suo amore e con la sua purezza l’animale avvicinabile dagli uomini.

All’immagine dell’Unicorno e all’idea della purezza si allacciano le acque delle fontane dei Giardini, progettate da Jacopo Barozzi da Vignola, probabilmente con la partecipazione iconografica di Annibal Caro, come il Ninfeo degli Unicorni da cui l’acqua scende nella sottostante Grotta dei Satiri del Giardino d’inverno.

La fontana del gemello giardino d’estate, alle spalle del grande pentagono del Palazzo, il Ninfeo di Venere invece ricordava il Monte Venere, il piccolo vulcano all’interno del lago di Vico, che ai tempi del Gran Cardinal Farnese, come oggi forma una penisola, a causa dell’innalzamento del livello delle acque del lago, ma nel suo passato geologico era contorniato dalle stesse. Il Monte Venere costituisce con le sue sorgenti sottacquee la linfa che dà vita alle opere Farnesiane di Caprarola.

Ebbene, nel Ninfeo di Venere, lo stesso monte veniva modellato in forma di scultura, di tartari spugnosi (Fontana dei Tartari), sovrastato da una statua della divinità Venere, che teneva in mano un catino da cui l’acqua ricadeva nella vasca in forma di una grande conca marina, richiamando l’immagine del  lago di Vico.

Tornando per un accenno agli affreschi del Palazzo di Caprarola, oltre la già menzionata creazione leggendaria del lago di Vico da parte di Ercole, dove il tema da sviluppare si focalizzava sul personaggio e sul mito, e l’emblema dell’Unicorno con la Vergine, si ha invece una terza raffigurazione, nella Casina del Piacere del Parco. Questa, contrariamente ai primi due, ritrae, probabilmente in modo fedele, di com’era il lago ai tempi della realizzazione dell’affresco (1584-86). In questo modo può essere considerato come una sorta di documento, che in forma di pittura, documenta l’aspetto del lago all’epoca e rientra nel genere della pittura del paesaggio.

Una quarta immagine affrescata (1580-83), forse del lago di Vico, si trova nella Scala Regia, che, se così fosse, mostrerebbe il lago da una angolazione ancora diversa rispetto all’immagine nella Casina del Piacere.

Bibliografia: Portoghesi, Liserre…

Altra destinazione da visitare nelle strette vicinanze del lago di Vico, sarà Carbognano, il borgo che era residenza preferita di Giulia Farnese, e il cui cuore è il castello che sarà visitabile, si spera, nel giro di un paio di anni, a contare dal 2023.

PRENOTA LA GUIDA TURISTICA PER LA VISITA DI PALAZZO FARNESE DI CAPRAROLA E LA TUSCIA al 328.4248738 info@artinvistaguideviterbo.com ITA, FRA, ESP. Risponde Maddalena.

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