La Necropoli di Tarquinia

Patrimonio Unesco

Indirizzo

Necropoli di Tarquinia

GPS

42.239955966811, 11.791634985265

Telefono

Indirizzo

Necropoli di Tarquinia

GPS

42.239955966811, 11.791634985265

Telefono

LA NECROPOLI DI TARQUINIA si sviluppa nell’atmosfera coinvolgente che ha a che fare anche con dei personaggi della Tarquinia del secolo XX, che hanno voluto valorizzare l’immenso patrimonio etrusco. Tra loro “L’Omero, l’ultimo etrusco”, il tombarolo pentito diventato un artista elogiato anche da Sgarbi, e le cui ceramiche prodotte con la tecnica antica, portata dai Greci in Etruria, erano perfettamente somiglianti a quelle originali, apprezzate persino negli Stati Uniti.

La necropoli di Tarquinia. Si parlerà di tutto, innanzitutto della città dei morti di Tarchna, dove appunto, visiteremo le tombe dipinte, eccone le principali:

Tomba dei Giocolieri. Del Cacciatore. Del Fior di Loto. Della Pulcella. Dei Leonesse. Della Caccia e della Pesca. Dei Leopardi. Dei Caronti. Dei Baccanti. Tomba Bartoccini. 5636.

Tornando invece alla Necropoli Etrusca dei Montarozzi di Tarquinia, vi aspetta un’esperienza che permette di vedere e capire come si svolgeva la vita quotidiana degli Etruschi, cosa non da poco, visto che sulla vita degli Etruschi non si hanno testimonianze scritte dirette. Invece delle fonti scritte etrusche, che non esistono, gli Etruschi ci hanno tramandato questo sito meraviglioso, che contiene la maggior concentrazione di tombe dipinte etrusche di tutta l’Etruria, intorno al 90%.

Le pitture parietali ritraggono uno spaccato di vita quotidiana, seppur in un contesto funerario, di questo popolo preromano che diede la prima identità culturale alla penisola italiana.

Tra l’altro non esiste nessun altro sito archeologico nell’area del Mediterraneo che presenti delle pitture murali più numerose, per di più eccezionalmente conservate e colorate e nessun’altra fonte diretta etrusca racconta della vita degli Etruschi. Ecco perché, La Necropoli di Tarquinia è classificato sito Unesco.

Più di tutti gli altri centri etruschi vicini, come Cerveteri, Vulci, Tuscania o altri dell’Etruria Meridionale, fu a Tarquinia dove si sviluppò l’arte della pittura delle tombe, grazie ad artisti greci che insegnarono la loro arte agli Etruschi di Tarcna (l’antica città etrusca che sorse sulla collina della Civita, dietro la necropoli).

Del resto la pietra locale di origine marina, chiamato macco, contiene calcio, i resti di scheletri dei pesci, delle conchiglie, quindi è molto adatto ad assorbire i pigmenti, un pochino come negli affreschi, anche se il paragone zoppica, perché la tecnica è diversa.

Guardando le scene dipinte, come se sfilassero davanti a noi personaggi di alto rango dell’antica Tarchna, con i loro cari ed i loro schiavi, banchettano, donne e uomini insieme, a suon di musica, li vediamo anche danzare dei balli molto ritmati.

Le donne appaiono con fascino, si capisce che avevano cura del loro aspetto, si truccavano, portavano i capelli in un certo modo, si vestivano alla moda. Colpiscono i tratti dei visi, molto più pieni di vita che non delle donne romane.   

Vedrete, che il tipo di scena cambia da epoca in epoca, che risalgono ad un periodo di tempo compreso tra la fine del VII secolo a.C. al III a.C., un arco di tempo che abbraccia tutta l’esistenza di una delle città più importanti della dodecapoli etrusca.

Le tombe sotterranee scavate nella roccia ricreano l’ambiente di vita, tra cui la casa etrusca, nel modo più fedele possibile, di grande ricchezza, del defunto, perché gli Etruschi probabilmente immaginavano che la vita continuasse nell’aldilà. L’intenzione era perciò fornire tutto il necessario per la vita in quella nuova sfera che gli Etruschi immaginavano si trovasse sotto terra.

Molte immagini portano nel clima delle drammatiche guerre con Roma, con la rappresentazione del viaggio nell’aldilà del defunto. In queste appaiono gli esseri (daimon in greco) dell’Oltretomba etrusca, Charun con il martello e Vanth con la torcia: psicopompi, che avevano la funzione di accompagnare il defunto nell’aldilà, che avveniva attraverso una porta, la cosiddetta “falsa porta etrusca”, così chiamata perché dipinta o scavata in una delle pareti delle tombe.

Svariate le scene e le allusioni legate al culto di Dioniso molto praticato dagli Etruschi, come vedrete nei dettagli, parleremo di tutto quello che c’è da sapere, le scoperte, le processioni funerarie, la lingua e la scrittura etrusca, dei corredi funerari ritrovati nelle tombe e di tanto altro.

La visita della Necropoli di Tarquinia viene di solito abbinata alla visita del Museo Etrusco, sito al centro storico di Tarquinia. Durata della visita Necropoli + Museo h 3,00 c.a.

IL MUSEO ETRUSCO DI TARQUINIA coinvolge in un viaggio tra gli oggetti provenienti sia dalle necropoli etrusche, sia dall’Acropoli della Civita. Si esplorano reperti parlanti, sarcofagi scolpite, iscrizioni in etrusco, ceramiche greche ed etrusche di lusso, gioielli in oro, i Cavalli Alati, la ricostruzione del Tempio dell’Ara della Regina, Mitra tauroctono e tanto altro.

Ripercorrere le sale del museo, significa ripercorrere anche la storia delle grandi scoperte delle Necropoli di Tarquinia, e delle sue tombe. La scoperta nel senso moderno della parola, svolta con mezzi scientifici, è avvenuta negli anni ’60 del XX secolo, come vedrete.

Anche se, le tombe di Tarquinia erano conosciute già da epoca romana, quando, i romani le trafugarono, in cerca di metalli, difatti, i romani sono considerati i primi “tombaroli” che  necessitavano di metallo per fabbricare delle armi.

Fu lo stesso motivo, la ricerca di metalli, a far arrivare i greci in Italia Meridionale e sulle coste del Mar Tirreno, con la differenza, che i greci non conquistarono, ma stabilirono dei contatti commerciali con i popoli del posto.

Rimanendo al Museo di Tarquinia, c’è da dire che è una delle più importanti di antichità etrusche dell’area del Mediterraneo, che viene ospitato nel bel Palazzo Vitelleschi risalente al Primo Cinquecento.

Il palazzo è provvisto di torre da dove era possibile controllare il litorale e l’entroterra. Dalla Loggia si apre il panorama sul Mar Tirreno, il mare dei Tirsenoi che in greco significa: Etruschi.

Altro sito Patrimonio Unesco è la NECROPOLI DI CERVETERI, Provincia di Roma, dove le dimore eterne dei defunti vennero scolpite nei monumentali tumuli, e che conserva ancora il suo aspetto di città, città dei morti, con le vie ortogonali.

La visita della Necropoli di Cerveteri può essere abbinata con la visita della Necropoli di Tarquinia, la visita prende una mattina e un pomeriggio.

Per gli amanti dell’Etruscologia sono d’interesse il Museo di Tuscania, il Museo di Viterbo, Il Museo Nazionale archeologico di Vulci.

Invece, al Parco Archeologico di Vulci è possibile toccare con mano quanto resta della monumentale città di epoca etrusco-romana (Velch?) che comprende dei resti della cinta muraria, delle porte urbane, l’antica strada basolata lungo la quale è possibile addentrarsi nei resti degli antichi luoghi di culto e delle ricche dimore private. Negli ultimi anni sono state scoperte una serie di tombe etrusche principesche, con dei corredi funerari davvero sensazionali. Da non scordare la famosa tomba François del secolo IV a. C, che riporta ai tempi delle scoperte Ottocentesche.

Prenota la tua Guida Turistica abilitata e autorizzata per visitare tutta La Tuscia laziale ed Orvieto al 328.4248738 Risponde Maddalena. ITA, FRA, ESP, ENG.

Scopri anche Itinerari,DestinazioniVisitare, Tour 5 giorni, Il Medioevo, il Rinascimento.

OPENING HOURS

Lunedì

07:45 – 17:45

Martedì

07:45 – 17:45

Mercoledì

07:45 – 17:45

Giovedì

07:45 – 17:45

Venerdì

07:45 – 17:45

Sabato

07:45 – 17:45

Domenica

07:45 – 17:45

Guide Turistiche Ufficiali per Viterbo e provincia. Visite guidate nella Provincia di Viterbo, a siti archeologici, antichi borghi, ville, parchi, palazzi, chiese, santuari.

Lascia una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *