Civita di Bagnoregio
Il borgo con il panorama unico
Indirizzo
Civita di Bagnoregio
GPS
42.627575400562, 12.113038596731
Telefono
Civita di Bagnoregio. Wow! Che panorama! Chi è che non conosce questo fragile borgo candidato Unesco, che attira numero di visite che si avvicinano a quelle del Colosseo? Difatti, i turisti arrivano da tutte le parti del mondo, si sentono parlare varie lingue andando verso la Civita, la città vecchia.
Chi arriva dall’Oriente, perché vuole vedere il vero luogo che ha ispirato “Il castello nel cielo”, il film animato di Miyazaki, chi arriva dagli Stati Uniti magari sulle orme dell’architetta Astra Zarina colei che iniziò a salvare Civita di Bagnoregio negli anni settanta (1976). Arrivano tanti anche dall’Italia, per addentrarsi in una realtà di altri tempi, destinata a scomparire.
Detto tra noi, io preferisco chiamare Civita, “il borgo incantato”, invece del “paese che muore”, che cita la bella, ma triste poesia di Bonaventura Tecchi (1896-1968). Anche perché ormai Civita di Bagnoregio ha ripreso a vivere, la sua scenografia fa da sfondo ai festival culturali internazionali, come, appunto, “La città incantata” che nel 2023 dovrebbe avere la sua nona edizione.
Vi porterò alla scoperta di Civita, della sua urbanistica, della Festa della Tonna, della piazza centrale di cui si suppone costituisse anticamente, sotto gli strati archeologici, l’antico foro di epoca etrusco-romana. Visiteremo la chiesa di San Donato, dove si trova una immagine miracolosa della Madonna, ma anche delle reliquie di santi non del luogo, ma il cui culto fu imposto dalla Chiesa di Roma. Comunque, si gira ogni angolo del borgo che conserva il suo aspetto medievale.
Sì, è vero, Civita è fragile, basti pensare che la superficie del borgo si è ridotta del 20% nel giro di mezzo millennio, fino a sgretolarsi in una collina di cono che si erge solitaria circondata dalla valle dei calanchi. Lo so, ti domandi cosa sono i calanchi: eccoli, le creste di argilla rimasta qui dall’era del pleistocene, formate soprattutto dall’erosione dell’acqua. Purtroppo, la fragilità di Civita è insita nella sua natura geologica, di cui avremo il modo di parlare.
Il nostro percorso passa sul famoso ponte in salita, (non vi impressioniate che non è il Mont Everest), che sostituisce la strada che crollò nel 1695. Una data che viene ricordata in tutti i centri della Valle del Tevere, che si trova dietro Civita di Bagnoregio, perché ci fu un terremoto che venne sentito in tutti i borghi della zona e segnò l’allontanamento della popolazione della Civita dal centro vecchio.
Una volta si raggiunge porta di Santa Maria, che oggi costituisce l’unico accesso alla Civita, invece delle cinque che collegavano il borgo medievale ai paesi circostanti, prende inizio la nostra visita che porta scoprire monumenti dall’epoca etrusca a quella rinascimentale.
Pochi accenni per orientarsi nella storia di Civita di Bagnoregio:
Il piccolo centro urbano etrusco esisteva nel III secolo a.C., apparteneva all’Etruria Meridionale interna, e dipendeva da uno degli stati etruschi, nella zona d’influenza di Velzna (Orvieto) e Volsini (Bolsena) si trovava in un punto strategico tra l’odierna Bolsena, Orvieto e la Valle del Tevere.
Dopo l’epoca romana del secolo II d. C. Bagnoregio, nell’alto Medioveo, l’antica Balneum Regis, è ricordata in una lettera come sede episcopale da San Gregorio nel 599. Questa zona, compresa l’odierna Bagnoregio, fu occupata nel 605 dai Longobardi, poi passa al territorio della Chiesa.
Similmente a tanti centri medioevali della Tuscia, anche le sorti di Civita di Bagnoregio si altalenava tra lo Stato Pontificio e il potere dei signori locali. Tra gli ultimi un ramo dei Monaldeschi di Orvieto, tra i secoli XIV-XV.
Per i continui conflitti gli abitanti di Civita di Bagnoregio chiesero la presenza del Governatore del Patrimonio e quindi della Chiesa per vivere un periodo di pace. Tra questi il famoso cardinale Reginald Pole uno dei protagonisti della Controriforma, le cui vicende s’intrecciano con la storia della Ecclesia Viterbiensis.
Nel passato, Civita di Bagnoregio era centro amministrativo e religioso dell’area, anche di Rota, come si chiamava Bagnoregio. Quest’ultimo diventa il centro maggiore dopo il terremoto del 1695, quando la popolazione si trasferisce dalla Civita nella più sicura Bagnoregio.
LA VISITA DI CIVITA DI BAGNOREGIO E’ SU PRENOTAZIONE, DA GUIDE TURISTICHE DEL TERRITORIO, LA TUSCIA INFO 328.4248738 info@artinvistaguideviterbo.com Risponde Maddalena.
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