Il Parco dei Mostri? E’ un viaggio tra segreti, enigmi e meraviglie di un bosco unico al mondo!
Bomarzo sorge in una valle cosparsa di enormi blocchi di roccia vulcanica, intricati nella vegetazione, nelle radici di querce e di lecci secolari. Si respira un’atmosfera del tutto suggestiva, che, capiremo dopo, è intrisa di fantasia e di cultura.

Visitare il Parco dei mostri: + 39 3284248738 info@artinvistaguideviterbo.com con Guide Turistiche Ufficiali.
Il giardino che fu chiamato dal suo ideatore, Pier Francesco, “il boschetto” è popolato da figure volutamente sproporzionate, in cui il gigantesco ed il rimpicciolito vengono accostati continuamente. Le figure di animali, di esseri mitologici, di statue parlanti, di mascheroni, vennero scolpiti direttamente nei massi di roccia lavica sporgenti dal terreno.

Al di sopra di ogni essere e costruzione, c’è il Tempio, sacro. Fu fatto costruire da Francesco Orsini in memoria alla moglie prematuramente morta, ed è la prima costruzione del parco.
Il boschetto è fatto per essere attraversato e dove, sarete invitati ad affrontare delle prove! Come per esempio, entrare nella Casa Pendente. Vi assicuro che sperimenterete un effetto speciale! Quale è il significato della casa inclinata? Ebbene, ve lo spiegherò sul posto!

Un’altra architettura strana, è il Teatro: uno studio avanza delle ipotesi interessantissime, perché, come dice, sarebbe il punto chiave di un percorso alchemico del giardino.
L’Orsini che era di grande cultura e fantasia, creò un suo microcosmo attraverso l’arte della sua epoca. Applicando le sue conoscenze culturali, letterarie, sceniche, storiche ed episodi del proprio vissuto.

Destare meraviglia e stupore: era questo lo scopo voluto da Pier Francesco Orsini, e lo ottenne in modo geniale: sovvertendo le regole delle proporzioni perfette dell’arte del rinascimento. Mettendo insieme proporzioni ingigantite e proporzioni rimpicciolite. Di un’effetto molto efficace, come vedrete.
Altra prova: l’Orco vi inviterà ad entrare nella sua bocca! E’ la scultura più grande e più famoso del giardino. Intorno alla bocca spalancata, un’iscrizione che allude all’Inferno Dantesco… Peccato, che l’iscrizione non sia quella originale… il che potrebbe mettere in dubbio alcune ipotesi circa il significato della stessa scultura.
Ci sono poi, il Gigante, il Basilisco, la Tartaruga gigante, il Drago, Proteo, Plutone, e tante altre sculture ancora.
Si attraversa il bosco incantato, la selva oscura, dove Vicino Orsini fa compiere al visitatore un viaggio spirituale. Tra templi pagani, false rovine, reperti archeologici imitati.
Vicino Orsini gioca con noi, si rivolge a noi attraverso le iscrizioni poste a corredo delle sculture. Ci pone davanti ad enigmi da risolvere.
Durante la visita si viaggia nella cultura del ‘500. Nell’arte, nella letteratura, nella storia, nella mitologia, nell’ermetismo, nella filosofia, nell’esoterismo, e nella vita di Pier Francesco Orsini.
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