Villa Lante ed il suo giardino fu costruito su una successione di terrazzamenti nel pendio di una collina boscosa dei Monti Cimini, che suscitava sorpresa già all’epoca della sua realizzazione, dopo la metà del secolo XVI, per una soluzione architettonica insolita.

Il giardino di Villa Lante è anche considerato tra i più perfetti del Rinascimento italiano, per le sue proporzioni, in cui l’architettura del verde e l’acqua prende parte preponderante rispetto alla palazzine.
La villa si trova di fronte a piccolo borgo di Bagnaia di origine medievale che fu riaggiornato al momento della costruzione della Villa, e la realizzazione del piano urbanistico, intorno alla metà del secolo XVI.
Entrando alla villa, troverete il parco con lecci secolari e il giardino all’italiana terrazzato, con le palazzine gemelle, le fontane dai ricchissimi giochi d’acqua, vasche e parterres. Il giardino geometrico fu disegnato probabilmente dal grande architetto del secondo Rinascimento, Jacopo Barozzi da Vignola (1507-1573) poco dopo la metà del ‘500.
Il Vignola dovette fornire il progetto per la residenza estiva dei vescovi di Viterbo su commissione del cardinale Giovanni Francesco Gambara (1533-1587), bresciano e difensore dei dettami post-tridentini della Chiesa. Il disegno dovette essere imperniato sull’iconografia elaborata dal Gambara, per il giardino dei vescovi.
Corrispondendo alle esigenze iconografiche, il Vignola introdusse delle soluzioni in cui il ruolo fondamentale fu destinato all’abbondanza dell’acqua nel giardino, introdusse anche delle forme acquee nuove.
Il percorso della visita si snoda lungo i quattro terrazzamenti costruiti nel pendio di una collina boscosa e le sette fontane nelle quali l’acqua arriva a caduta libera da una sorgente naturale dei Colli Cimini. La parte idraulica del progetto fu affidata all’architetto senese Tommaso Ghinucci.
Il terrazzamento più elaborato è il Quadrato dei Mori, con, al centro la Fontana dei Mori del Giambologna e le palazzine gemelle poste in posizione simmetrica, la palazzina Gambara (1568-78) e la palazzina Montalto (1590-1612). Le due palazzine presentano degli importanti cicli di affreschi, le loro logge sono sempre aperte al pubblico, mentre gli altri interni sono visitabili saltuariamente.
Tante le possibilità di visita in zona, anche per la seconda parte della giornata.
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