SUTRI-VILLA FARNESE A CAPRAROLA. TOUR 1 GIORNO.

SUTRI-VILLA FARNESE A CAPRAROLA programma di visite di giornata intera.

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 A Sutri di certo non perderemo le due perle: Il Mitreo sotterraneo scavato in una collina di tufo, e l’Anfiteatro romano, che si trovano all’interno del Parco Archeologico dell’Antichissima Città di Sutri.

Il Mitreo è tra i luoghi di culto di Mitra, che sopravvisse all’espansione della religione cristiana, condividendo il destino comune a tanti altri Mitrei: nel ‘700 fu adibito a chiesa cristiana con la dedica alla Madonna del parto, mantenendo le caratteristiche del sotterraneo mitraico.

All’interno dell’odierno vestibolo che immette nella chiesetta, degli straordinari affreschi risalenti probabilmente al sec. XIV, tra cui, la scena di un pellegrinaggio (tra l’altro commissionato),  al Santuario di San Michele al Gargano.

Un pellegrinaggio, che ritrae i pellegrini, vestiti degli abiti dell’epoca, portano  il cappello a falde larghe che riparavano dalla pioggia e dal sole, il bastone da pellegrino, la bisaccia; insomma, una scena che documenta delle usanze praticate dagli abitanti della Sutri medioevale.

artinvistaguideviterbo.com Maddalena Marton Guida Turistica

L’Anfiteatro romano è interamente scavato nella collina di tufo, unico esempio esistente di questo tipo, pare certo che risalga alla fine del I secolo a.C., (piena età augustea). L’Anfiteatro è di forma leggermente ellittica, e fu diviso in tre ordini, poteva contenere più di 5000 spettatori.

Si visita anche il borgo di Sutri? Certo!

Si gira il borgo arroccato sulla collina di fronte all’altra, del Mitreo e dell’Anfiteatro, possibilmente si visita la Cattedrale di S. Maria Assunta, di cui si ammira ancora a bella torre campanaria romanica, all’interno il pavimento cosmatesco, l’immagine del Salvatore su tavola risalente alla prima metà del XIII secolo, e l’altare rinascimentale. La suggestiva Cripta ad oratorio risale a epoca longobarda ed è divisa in sette navate.

Nel pomeriggio il tour prosegue con la visita di Villa Farnese a Caprarola.

Si va alla scoperta dei segreti del palazzo pentagonale e dei giardini, in realtà si tratta di una vera e propria reggia, un palazzo ammirato già all’epoca della sua costruzione, nella seconda metà del secolo XVI. Difatti, la villa suburbana era provvista di tutte le comodità, di grandi sale e stanze affrescate, di spazio verde monumentale, costruito secondo le regole rinascimentali, alle spalle del palazzo su dei terrazzamenti, nei boschi.

Il committente del palazzo, il Gran cardinal Farnese chiamò come architetto, Jacopo Barozzi detto il Vignola mise in campo tutto il suo estro prospettico. La prospettiva era una sua specialità, e lo vedremo sia dall’esterno del palazzo, che all’interno, salendo la famosissima scala a elica.

La villa dei Farnese di Caprarola è considerata una delle opere rinascimentali più importanti in Europa. L’edificio con il cortile circolare è qualcosa di speciale, una fortezza e un palazzo insieme, dai densi significati cosmici. Ma anche segno del potere e della ricchezza del suo committente: il cardinale Alessandro Farnese, nipote di Papa Paolo III.

Cosa si visita al palazzo?

Le sale del pianterreno con il cortile circolare, la Sala delle Guardie, la scala elicoidale sorretta da 15 paia di colonne in peperino e affrescata lungo le pareti e sulla volta, e coperta da una cupola affrescata. Quanto gli affreschi, vi saprò dire alcune novità che svelerò sul posto.

Palazzo Farnese di Caprarola. La Scala a elica, dettaglio. Maddalena Marton Guida Turistica.

Segue il Piano Nobile e le tante sale di questo piano, con degli affreschi su superfici molto estese. Di grande impatto, la magnifica Sala del Mappamondo. Dal Palazzo lo sguardo spazia sulla Via Dritta del borgo e sulla campagne che si estende verso Roma.

artinvistaguideviterbo.com Palazzo Farnese di Caprarola. La Sala dei Fasti. Maddalena Marton Guida Turistica.

– I Giardini Bassi, tipici giardini all’italiana,due quadrati simmetrici con siepi a meandro.

– I Giardini Alti: costruiti nel pendio di una collina. Un giardino monumentale con sequenza di fontane con giochi e scherzi d’acqua. Qui si trova anche la Casina del piacere, residenza estiva del cardinale Alessandro. Attorno alla casina affrescata si estendono labirinti di bosso con fontane e sculture scolpite da Pietro Bernini (1562-1629). Padre di Gian Lorenzo.

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I Grandi Giardini furono disegnati dal Vignola, ma il primo esecutore ne era Giacomo del Duca (1520-1604), mentre la Casina del piacere fu realizzata da  Giovanni Antonio Garzoni (1537-1596).

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