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artinvistaguideviterbo.com Maddalena Marton Guida TuristicaCaprarola, Palazzo Farnese, l’esterno. Il Palazzo venne disegnato dal grande prospettico, Jacopo Barozzi, come parte integrante della piccola città rinascimentale, dove la prospettiva venne descritta già dai contemporanei, sorprendente e spettacolare.

Il palazzo è preceduto da due piazze, l’inferiore ellittica, nella quale si apre l’ingresso alle cantine (non visitabili) e da cui due rampe portano alla piazza superiore. Quest’ultima è vasta e rettangolare, poteva accogliere parecchia gente, si può immaginare, servisse, ad esempio, a radunare i soldati che servivano il Gran cardinal Farnese.

Al di sopra s’innalza l’edificio, a pianta pentagonale, con il piano inferiore, detto dei prelati, ricavato nella roccia, difeso da torri angolari trasformate in terrazze e con la fronte principale movimentata dalla doppia scalinata che sale al portale d’ingresso.

L’architetto, Jacopo Barozzi da Vignola che disegnò il palazzo su commissione del Gran Cardinal Farnese, nipote di papa Paolo III, utilizzò le basi dell’antica fortificazione pentagonale con il cortile circolare, lasciando i torrioni angolari fino al primo piano.

C’è da dire, che Jacopo Barozzi da Vignola aveva a che fare con la vecchia fortezza mai portata a termine, progettata niente di meno che da Antonio da Sangallo il giovane, forse ci lavorò anche il Peruzzi. Per cui, il Vignola poteva già contare con il cortile circolare che comprendeva il progetto del Sangallo.

Comunque sia, l’opera intera è complessa proprio perché unisce le caratteristiche di un edificio militare e quelle di un palazzo rappresentativo, con una duplice funzione: luogo di ritiro e di rappresentanza.

Per quanto riguarda l’alzato e i sotterranei (non visitabili e dove si trovavano le cucine, la cisterna d’acqua furono interamente scavati nella roccia), canonicamente vengono ritenuti realizzazioni del Vignola.

I piani sono cinque: i sotterranei, Il pianterreno, dove trovate la biglietteria è il piano dei Prelati, segue il piano Nobile, con molte sale affrescate, i piani dei cavalieri e degli staffieri. Questi ultimi due erano dove alleggiava la servitù, poco interessanti, non affrescati e non visitabili.

Le parti visitabili includono il pianterreno, il piano nobile (oltre i giardini).

Il palazzo è collegato attraverso un rettifilo, che ha una funzione prospettica e cerimoniale al borgo, quest’ultimo trasformato da un abitato medievale in un piccolo centro urbano, dal Vignola.

Alle spalle del palazzo si estendono due giardini segreti, a forma di quadrato e posti a ventaglio. Si tratta di due Giardini all’italiana, con viale prospettico che conduce rispettivamente a una fontana.

Più in alto nel pendio della collina boscosa, furono ricavati altri terrazzamenti dal banco di roccia, dove si estendono altri Giardini previsti dal Vignola, ma realizzati dopo la sua morte da Giovanni Garzoni e Jacopo del Duca, con l’inervento poi di Girolamo Rainaldi. A quel punto i lavori si svolsero ai tempi del pronipote del cardinal Alessandro Farnese, Odoardo.

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