CIVITA CASTELLANA – SUTRI Tour di 1 giorno
La mattina dedicata al Duomo dei Cosmati, unico esempio sopravvissuto dei marmorari romani ad oggi, del Forte dei Borgia a Civita Castellana, per catapultarci ai tempi di una fortezza rinascimentale perfetta. Il pomeriggio si prosegue al Mitreo sotterraneo, dell’Anfiteatro romano e della Cattedrale di S. Maria Assunta a Sutri.
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Civita Castellana, solitaria, si appoggia su uno sperone di tufo, tra le gole profonde del Rio Vicano e del Rio Maggiore, nel territorio dell’Agro Falisco. Il centro storico è notoriamente d’impianto alto-medioevale, che sorge sul luogo dell’antica Falerii Veteres, capoluogo dei Falisci.

Il Forte Borgia o di Sangallo, riporta ai tempi di papa Borgia (1431-1503) e della sua famiglia, che fece rimodernare la vecchia fortezza medievale da Antonio da Sangallo il vecchio (1453-1534), per le nuove necessità di difesa militare.

L’inizio dei lavori intorno al 1495 in vista della discesa di Carlo VIII di Francia in Italia, ultimazione delle opere durante il pontificato di Giulio II Della Rovere, probabilmente i primi anni successivi alla morte di papa Borgia.


L’architetto e ingegnere militare che lavorò anche a Castel Sant’Angelo, e aveva a che fare con la costruzione della vicina rocca di Caprarola per il cardinal Farnese futuro Papa Paolo III Farnese, lasciò la continuazione dell’opera di Civita Castellana ad Antonio da Sangallo il giovane (1484-1546, il vecchio gli era zio).
Oggi Il Forte Sangallo ospita il Museo Archeologico dell’Agro Falisco.
Il Duomo dei Cosmati è l’opera cosmatesca più notevole e completa esistente, dei marmorari romani. La chiesa fu iniziata a costruire nel 1185 ultimata nel 1210, la facciata conserva tutto il suo splendore duecentesco, e anticipa addirittura, delle forme rinascimentali.

I mosaici cosmateschi composti di tessere di marmi policromi e di marmo di Luni, porta la firma di due generazioni di Cosmati: “Laurentius cum Iacobo Filio suo Magistri Doctissimi Romani opus Fecerunt”.

Si avanza verso l’altare, sulle quinconce e le tessere, sulle varie forme geometriche composte in mosaici di pietre semi-preziose di svariati colori e provenienza, in cornici di marmo segate apposta per le opere.

Così come le pietre del mosaico provenienti da pezzi dell’antica Roma, per sottintendere tutto il territorio circostante della Roma antica dove abbondavano le domus, le terme…, vennero segati a pezzi piccoli per comporre i cerchi (dalle colonne segate come il salame), le stelle, i triangoli e cosi via.

Si va in cerca di memorie antiche inserite nell’arredo della chiesa, come il sarcofago paleocristiano del III/IV secolo, dell’immagine acheropita del Redentore Benedicente, di scuola romana del XIII secolo.

Si arriva nella parte più antica della chiesa, nella cripta ad oratorio, tipica dell’Alto Lazio.
Fonti: Corso di preparazione per le Guide Turistiche 2005 tenuto dal prof. Enrico Parlato, Unitus. Frommel, La rocca di Civita Castellana, funzione e forma. ICCD.
Nel pomeriggio spostamento a Sutri e visita.
Le 3 cose da non perdere a Sutri: Il Mitreo sotterraneo, l’anfiteatro romano, il centro storico.
Il Mitreo ricavato nel vivo della collina, che conserva tutte le caratteristiche dei luoghi di culto mitraico. Fu adibito a chiesa cristiana, dal ‘700 dedicata alla Madonna del Parto.

Affreschi di grande interesse sono legate alla figura di San Michele arcangelo ed alle usanze praticate dagli abitanti della Sutri medioevale. Altri affreschi votivi sono in parte databili al XIV secolo.
L’Anfiteatro romano è interamente scavato nella collina di tufo, unico esempio esistente, pare certo che risalga alla fine del I secolo a.C. (piena età augustea). L’Anfiteatro è di forma leggermente ellittica e fu diviso in tre ordini, poteva contenere più di 5000 spettatori.
La Cattedrale di S. Maria Assunta, consacrata da Papa Innocenzo III nel 1207, è stata fortemente rimaneggiata nel ‘700 e nell’800.
Si ammira ancora la bella torre campanaria romanica. Da notare il pavimento cosmatesco, l’immagine del Salvatore su tavola risalente alla prima metà del XIII secolo, l’altare rinascimentale. La bella Cripta risale a epoca longobarda ed è divisa in sette navate.
Civita Castellana. Un percorso dal medioevo al Rinascimento, e oltre, fino a Berman.

