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Il lago di Vico è un lago di origine vulcanica situato nell’Alto Lazio, provincia di Viterbo. Vanta il primato di altitudine tra i grandi laghi italiani perché si trova a ben 507 m sul livello del mare!
Il lago di Vico è circondato dal complesso montuoso dei monti Cimini, in particolare è cinto dal monte Fogliano (965 m) e dal monte Venere (851 m), inoltre fa parte della Riserva naturale Lago di Vico.
Da dove deriva il nome del lago?
Forse prende il suo nome dalla località di Vico Matrino, che era un importante centro lunga la via Cassia a circa tre chilometri, toponimo che appare anche sulla Tabula Peutingeriana (il primo itinerario turistico della storia).
Oppure da un piccolo Vicus sorto in età romana sui margini meridionali del bacino lacustre, Vicus Elbii, che risultava scomparso già dall’età altomedievale.
L’area vicana era attraversata da arteria stradale fondamentale per la zona, alternativa alla Via Cassia romana, detta “via Ciminia”, il cui controllo portò prestigio e ricchezze alle potenti famiglie, come ai Prefetti di Vico tra XII e inizio del XV secolo, e poi ai Farnese durante il secolo XVI.

Il tracciato attraversava il borgo omonimo, sovrastato da un’altura su cui sorgeva la fortificazione della famiglia dei Prefetti di Vico.
Il lago di Vico tra leggenda e scienza:
Dice la leggenda, che il lago fu originato dal dio pagano Ercole, che vantandosi della propria forza davanti agli abitanti del luogo, conficcò la sua lancia di ferro nella terra e chiese loro di estrarla.
Ma, nessuno riuscì a rimuoverla. Quando Ercole estrasse la lancia, sgorgò un enorme getto d’acqua che andò a riempire la valle, formando così il lago.
Questa leggenda fu affrescata in una delle sale nel vicino Palazzo Farnese di Caprarola, dai migliori pittori del Secondo Rinascimento.

Cosa dice la scienza?
Il lago di Vico è in realtà il risultato di una serie di lunghe e potenti fasi di attività vulcanica, succedutesi tra 400.000 e 93.000 anni fa e scaturite da diversi centri di origine.
Per questo la sua caldera ha una forma “policentrica”. Il lago ha avuto origine dopo la cessazione delle fasi vulcaniche, intorno a circa 90.000 anni, fa in seguito al riempimento della caldera vulcanica mediante le piogge e le nevi delle fasi glaciali.
L’emissario del lago di Vico, il Rio Vicano:
Il Rio Vicano è l’originale emissario che dal lago di Vico scendeva a valle verso il fiume Treja, fuoriuscendo dal punto in cui la cinta calderica è meno elevata.
In un momento non conosciuto dell’età romana, le acque furono fatte confluire nel Rio Vicano tramite una conduttura artificiale, poi riattivata nel XVI secolo con una serie di interventi fatti realizzare dai Farnese.
Il lago di Vico raggiungeva una profondità di gran lunga superiore a quella attuale e, una maggiore estensione, dovuta all’alimentazione continua dalle acque piovane e sorgive della conca craterica, nel passato.
Sin dall’antichità la costruzione dell’emissario ha permesso un ingente abbassamento del livello delle acque, trasformando parte del lago, e soprattutto tutta la zona Nord della caldera (le cosiddette “Pantanacce”) in un territorio fertile.
La geografia del lago che possiamo vedere oggi è dunque diversa da quella originaria: il monte Venere, nato a seguito dell’ultima fase di attività del vulcano vicano (terminata 90.000 anni fa) che ora sorge nella parte settentrionale della conca dandole la caratteristica forma “a ferro di cavallo”, era probabilmente una sua isola e la superficie dello specchio d’acqua era quasi doppia di quella oggi.
Il Monte Venere – Originariamente questo monte veniva chiamato Trecimili o Trecimole, forse perché indicava le tre piccole cime che si trovavano sulla sommità intorno ad una piccola cratere.
Anche l’origine di questo monte fu legata alla mitologia classica, gli venne dato il nome Monte Venere nel secolo XVI, per indicare che il monte nacque dalle acque, come la dea Venere, perché l’acqua, allora, abbracciava il monte.
Come si è formato il Monte Venere? Da una colata di magma del vicino vulcano Cimino, passando per una spaccatura del crinale nord della caldera di Vico, invadendo la stessa caldera. La caldera di Vico è nata dallo sprofondamento dentro se stesso di un vulcano che vi esisteva prima.
