Se sei appassionato/ta delle basiliche romaniche, non devi far altro che iniziare a seguire la via Francigena e scoprire quelle sopravvissute ai secoli. Arrivando dalla Toscana, lungo la via dei pellegrini, trovi le seguenti:
Acquapendente: la Basilica del Santo Sepolcro. La cripta ad oratorio di epoca romanica (sec. X-XI), che oggi si presenta come un lavoro di ripristino consacrato da Eugenio IV nel 1149, contiene il saccello dell’Aula del pretorio di Ponzio Pilato le reliquie. Le due piccole pietre, che, secondo la tradizione, sono macchiate del sangue di Cristo provenienti dal pretorio di Ponzio Pilato.

Bolsena: La Basilica di S. Cristina, che in realtà si inserisce in una monumentale costruzione che comprende, la basilichetta ipogea costruita nel luogo dove esisteva il sepolcro della santa bolsenese (martirizzata nel secolo IV), annessa alle catacombe paleocristiane. Un altare assemblato da vari pezzi di epoca carolingia e non solo, con la pietra lavica che conserva le impronte di Cristina. La cappella nuova del Miracolo che contiene le lastre di marmo macchiate del sangue del miracolo eucaristico (1263), costruita dal 1693. La basilica medievale, secondo la tradizione fondata da Matilde di Canossa, intitolata a S. Cristina.

Montefiascone: La Basilica romanica di S. Flaviano. Si divide in due ambienti sovrapposti, costruiti nel secolo XI, su una preesistente, univa due tendenze morfologiche dell’architettura romanica. Basilicale longitudinale a tre navate, e quella radiale a pianta centralizzata tipica dei battisteri. Bellissimi pilastri e colonne di varie forme, romaniche, come i capitelli, affreschi di buona fattura risalenti ai secolo XIV-XVI. Oltre le reliquie di S. Flaviano che altra reliquia aspettarsi? Ebbene, il sepolcro di Deuc, personaggio del vino Est, Est, Est!

Viterbo: attraversata dalla Via Francigena, in realtà, le sue chiese non custodiscono delle reliquie relative alla Passione di Cristo, ma era, una delle città fondamentali per lo Stato della Chiesa. Per la sua posizione logistica, attraversata appunto dalla via medievale più importante d’Europa, città ben fortificata, con acqua in abbondanza, fu sede papale (seconda metà XIII sec.). Le sue chiese romaniche (e non solo), ad es. la chiesa di S. Sisto, S. Maria Nuova… sono da non perdere.
Sebbene non si trovi lungo la Francigena, ma nell’area suburbana di Viterbo, a 3 km dalla città, in direzione di Bagnaia, sarebbe un peccato non citare la Basilica della Madonna della Quercia (iniziata a costruire nel 1467). Un’opera imperdibile del primo Rinascimento, dall’architettura fiorentina, (i custodi della reliquia erano i domenicani del convento di S. Marco di Firenze), era un centro europeo del culto mariano. L’interno splendido, con un soffitto a cassettoni ricoperto con foglia d’oro, custodisce nel tempietto (1490) marmoreo di Andrea Bregno, l’immagine miracolosa e un pezzo della quercia diventata reliquia.

San Martino nel Cimino: una minuscola città dall’urbanistica Seicentesca realizzata per volere di Donna Olimpia Maidalchini (1592-1657) intorno alla metà del secolo XVII con la trasformazione del borgo medievale. Il modello urbanistico era quello di Piazza Navona a
Roma, l’architetto Marcantonio de’ Rossi su eventuali suggerimenti del Borromini. Sopravvive la chiesa abbaziale cistercense (visitabile), lo scriptorium dove ora si trova il Museo dell’abate, e la Sala capitolare (o del trebbio), questi ultimi vengono aperti su richiesta. La parte rimanente dell’abbazia fu trasformata in palazzo, ora Doria Pamphili.

Vetralla: un centro forse non molto gettonato dai turisti, però, i pellegrini ci passano, così come nel passato, vanta di una chiesa romanica preziosa, la chiesa di S. Francesco. Bel pavimento cosmatesco, affresco della scuola di Benozzo Gozzoli, tabernacolo marmoreo (scuola del Bregono), il sarcofago di Briobris.
Sutri: l’odierna cattedrale di S. Maria Assunta conserva ancora il bel campanile romanico, il pavimento cosmatesco, la cripta ad oratorio, e quindi vale la visita, senza tralasciare il tesoro nascosto di Sutri. Il Mitreo adibito al culto cattolico, perché proprio su una delle pareti del vestibolo venne dipinta una bellissima scena (XIV sec.) raffigurante un pellegrinaggio. Di abitanti di Sutri al Santuario di S. Michele sul Gargano.

ALTRE CHIESE ROMANICHE di primo piano: al di fuori della via Francigena due esempi stupendi, si trovano fuori le mura di Tuscania, sul colle di S. Pietro. Due chiese costruite probabilmente su luoghi di culto paleocristiani: la chiesa di S. Maria Maggiore (affresco del Giudizio Universale) e la chiesa di S. Pietro.
