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Palazzo Farnese di Caprarola. Da vari disegni risalenti alla prima metà del ‘500, attribuiti ad Antonio da Sangallo e a Baldassarre Peruzzi, è possibile individuare la “Rocca di Caprarola”.
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Il Palazzo Farnese di Caprarola può considerarsi terminato nel 1575, anche se ulteriori lavori di rifinitura si protrarranno fino al 1583. A molti anni dopo risale la definitiva sistemazione del piazzale e della scalinata antistanti il Palazzo ed il totale completamento dei giardini, progettati infatti da Jacopo del Duca e da Girolamo Rainaldi.

In quel periodo nelle intenzioni del cardinal Alessandro Farnese senior, c’era la necessità di crearsi un rifugio ben protetto all’interno dei territorio familiari.
La sua nomina a Pontefice nel 1534 fece venir a meno questa necessità lasciando la fortezza incompiuta allo stato iniziale.
Lo studio dell’architetto, Jacopo Barozzi da Vignola, come si evince da una serie di antichi scritti e progetti, iniziò prima del 1555 e venne commisionato dal nipote di Paolo III. Anche lui cardinale di nome Alessandro, noto come il Gran cardinale, mecenate di arti, che desiderava costruirsi una lenta residenza vicino a Roma.
Per cui, l’edificio risulta un insieme di architettura militare e civile. Bastioni, fossati, muraglie e ponti levatoi danno l’idea della fortezza militare. Giardini, architettura elegante e capolavori artistici, danno l’idea del palazzo signorile.
La forma pentagonale con un cortile interno circolare (l’idea dell’architetto precedente, della fortezza precedente – probabilmente di Antonio da Sangallo il giovane) gli conferisce una particolare eleganza e lo caratterizza fra tutte le altre costruzioni dell’epoca.
Palazzo Farnese di Caprarola può considerarsi terminato nel 1575, anche se ulteriori lavori di rifinitura si protrarranno fino al 1583. A molti anni dopo risale la definitiva sistemazione del piazzale e della scalinata antistanti il Palazzo ed il totale completamento dei giardini, progettati dal Vignola, ma portati a termine da Jacopo del Duca e da Girolamo Rainaldi.
Numerosi pittori e decoratori lavorarono, tra il 1560 ed il 1580, alla realizzazione del complesso ed articolato ciclo iconografico, arricchito da eleganti stucchi, presente nella maggior parte delle stanze del Palazzo.
I fratelli Federico e Taddeo Zuccari, Antonio Tempesta, Jacopo Bertoia, Raffaello da Reggio, Giovanni Antonio da Varese, Giovanni de Vecchi, affiancati da validi aiuti, eseguirono una serie di indicazioni fornite da grandi letterati della Corte Farnesiana. Tra loro Annibal Caro, Fulvio Orsini, Onofrio Panvinio.
In base alle loro indicazioni hanno consentito agli artisti di dipingere soggetti che spaziano dalla religione alla mitologia, dalla storia alla geografia e la cosmogonia. Non dimenticando di esaltare la saga della famiglia Farnese con fatti storici, simbologie particolari, ed elementi araldici.
Infine, ogni spazio vuoto rimanente è stato riempito con decorazioni “a grottesca” di una eleganza e ricchezza straordinaria, così come voleva la moda dell’epoca.
