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L’Etruria. Il territorio originario degli Etruschi si estendeva lungo le coste del Mar Tirreno fra il Tevere e l’Arno e nel retroterra corrispondente, in un paesaggio fertile e ricco di minerali, quali il rami e il piombo nelle Colline Metallifere e il ferro nell’isola d’Elba.
Le influenze Greche ed orientali che giungono in seguito alla colonizzazione dell’Italia meridionale e della Sicilia, grazie anche all’intensificarsi dei traffici marittimi, contribuiscono in maniera decisiva alla formazione della civiltà “orientalizzante ” (VII- inizio del VI sec. a.C.).
Tale civiltà fu largamente diffusa nei centri del mondo mediterraneo, ma anche si manifesta in Etruria in una delle forme più significative.
In questa fase si assiste allo sviluppo dell’organizzazione urbana, al primo fiorire dell’edilizia architettonica e alla divulgazione della scrittura, con i più antichi documenti in lingua etrusca.
Prende inizio anche l’attività commerciale e politica degli Etruschi sui mari, in concorrenza con i Greci ed i Fenici e che sfocerà nel VI secolo in un aperto conflitto tra l’Etruria e le coloniegreche di Occidente (battaglia di Alalia 540 a.C., guerre in Campania).
La civiltà etrusca giunse nel suo fulgore tra il VI e il V secolo, con l’intensificarsi delle importazione e delle influenze greche. Il sistema politico dell’Etruria era basato sulle città-stato simili alle poleis greche. La tradizione difatti ci ha tramandato notizie su dodici città sovrane (dodecaopolis).
Da sud a nord, sulla costa, abbiamo Caere, Tarquinia, Vulci, Vetulonia, Populonia. All’interno Veio, Volsini, Chiusi, Perugia, Cortona, Arezzo, Volterra.
In epoca arcaica il potere era esercitato da monarchie di tipo tradizionale o tirannie di tipo greco, sostituite successivamente da ordinamenti di tipo repubblicano gestiti da oligarchie politico-sacerdotali, fino alla fine della civiltà etrusca.
Secondo la tradizione antica, la potenza etrusca nel massimo fulgore si estendeva su quasi tutta l’Italia, includendo parte del Lazio e della Campania, a sud, mentre a nord si estendeva nella pianura padana orientale. Felsina (poi Bologna), Spina, Marzabotto. Con uno sviluppo soprattutto nel corso del V secolo, incrementato dai traffici greci provenienti dal porto adriatico di Spina.
La presenza del Etruschi sul Po si avverte in tutta l’Italia settentrionale e lungo le coste adriatiche, nel Piceno. L’influenza etrusca giunge in Umbria, in Sabina, nei paesi sabellici e in Lucania.
La decadenza ebbe inizio nel V secolo (a.C.), in seguito al controllo delle vie marittime da parte dei Greci e dei Cartaginesi, all’espansione dei popoli italici di stirpe umbro-sabellica e alla grande invasione celtica (incendio di Roma 390 a.C.). Nel corso del IV a. C. e nei primi decenni del III a.C. la nascente potenza di Roma sottomette gli Etruschi, fino ad includerli totalmente nello stato federale romano-italico.
