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BOMARZO è un piccolo borgo arroccato su uno sperone di pietra lavica, in posizione panoramica da una parte sulla Valle del Tevere, dall’altra sulla valle cosparsa di massi lavici, dove si trova il Sacro Bosco.
Dominato dal palazzo baronale su disegno di Baldassare Peruzzi, si rivela uno degli abitati più intatti e suggestivi della provincia di Viterbo e del Lazio, che conserva ancora la tranquillità di altri tempi.

Si passeggia nelle viuzze dall’andamento anulare che segue la conformazione dello sperone di peperino. L’interno del borgo racchiuso dai verticali lati dello sperone e dal sistema difensivo al palazzo Cinquecentesco, conserva delle caratteristiche case medioevali con il profferlo ed edifici rinascimentali.
Qua e là si vedono pezzi di reimpiego, vere e proprie reliquie del passato, inglobate nelle case.
Tra le due chiese quella dedicata a Sant’Anselmo è più antico, dallo semplice atmosfera spirituale, pura, emozionante.
La chiesa di Santa Maria Assunta invece fu ricostruita dalle fondamenta dagli Orsini a partire dal 1510 della vecchia cattedrale.
Qui è conservato un sarcofago assemblato di pezzi marmorei databili tra i secoli III-IV e del VIII e IX secolo, che per molto tempo accoglieva le reliquie di Sant’Anselmo.
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Secondo una tradizione storico-erudita Ottocentesca, il campanile della parrocchiale di S. Maria Assunta era un monumento sepolcrale, sorto su un edificio templare di epoca etrusco-romana.
Così fece credere lo stele di epoca romana inglobata nella costruzione. Un’altra ipotesi vide la torre, come facente parte del sistema difensivo della cittadella etrusco-romana.
Ma oggi, dopo le ricerche dell’archeologo Giuseppe Romagnoli dell’Università della Tuscia, sappiamo che detta torre non potè sorgere per scopi difensivi (“Ferento e la Teverina viterbese”).
Come numerosi altri borghi medioevali della Tuscia, tra i quali la vicina Bagnaia, anche Bomarzo medioevale fu trasformata secondo un urbanistico rinascimentale, tipico dell’Alto-Lazio.
L’Alto-Lazio è cosparsa di colline di media altezza le quali non sono altro, che degli speroni roccia vulcanica delimitati da valli profonde. Queste furono scavate dai corsi d’acqua attraverso i tempi, nel banco roccioso.
In cima alle colline sono arroccati degli abitati, spesso di origine etrusca.
L’intervento urbanistico rinascimentale consisteva nella costruzione di una dimora signorile – palazzo o castello – in cima al borgo e di un impianto nuovo rispetto a quello medioevale.
Tale dimora, del signore del posto, venne collegato con un rettifilo, una via dritta al borgo, che oltre gli edifici medioevali, si arricchiva di edifici di stile rinascimentale.
In cima al borgo di Bomarzo domina il Palazzo Orsini fatto iniziare dal padre di Pier Francesco Orsini, Gian Corrado, e fatto completare da Pier Francesco, su disegno di Baldassarre Peruzzi.
Il palazzo è perfettamente incastonato nel banco di roccia, è un’opera architettonica di grande rilievo, riscoperto dal punto di vista degli studi, solo negli anni ’80 del secolo XX.
Per raggiungere il palazzo, si attraversa il sistema difensivo, che curiosamente ospita delle abitazioni, ancor oggi. Palazzo Orsini oggi è sede degli uffici del comune di Bomarzo.
