Il Museo Archeologico Nazionale di Viterbo

Il Museo Archeologico Nazionale di Viterbo dà una panoramica su delle entusiasmanti scoperte dell’Etruria Meridionale interna, la sua visita può essere abbinata a quella della vicina necropoli rupestre di Castel d’Asso. Visitare il sito archeologico immerso nella natura in parte ancora selvaggia e il Museo, richiede una mattinata e un pomeriggio.

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Perché è interessante il Museo di Viterbo? Primo, per le ricostruzioni al vero, con pezzi originali, di edifici principeschi e di templi. Possono essere considerati come dei felici superstiti nell’architettura domestica e templare etrusca, perché come sappiamo, le città etrusche non sono sopravvissute al passare dei secoli, essendo gli edifici costruiti in materiale deperibile, tranne il basamento.

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 Invece, al Museo Etrusco di Viterbo è possibile rendersi conto dell’architettura domestica etrusca direttamente e non attraverso l’architettura funeraria, come quando si visita una necropoli.

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Una sezione del Museo, presenta una scoperta sensazionale dell’Etruria rupestre. Si tratta del Tempio di una divinità ctonia, vale dire legata al mondo sotterraneo, costruito in una spaccatura delle rocce, nelle vicinanze di una sorgente d’acqua. 

Verosimilmente abbiamo a che fare con un culto di fertilità di una divinità etrusco-romana assimilabile alla figura di Demetra. Il luogo rimasto mirabilmente rinvenuto intatto, nel territorio di Vetralla.

Abbiamo poi un ricco materiale archeologico con pezzi di pregio ritrovati in una tomba etrusca di Grotte di Castro, in cui dromos, ossia corridoio d’accesso è stato rinvenuto un carro principesco. Il carro è tra i non numerosi ritrovati in Etruria, è esposto al Museo di Viterbo.

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Molto interessante l’esposizione sull’abitato etrusco di Musarna, perché ci dà una panoramica sull’urbanistica, sulla vita che ci si svolgeva attraverso naturalmente i reperti. Eccezionale il pavimento musivo delle terme (costruzione di epoca romana), in quanto reca il nome di un personaggio probabilmente di alto rango, in etrusco. Come per dire, un tentativo disperato dalla parte degli etruschi di Musarna di sopravvivere alla romanizzazione.

Una sezione a parte è dedicata al sito romano di Ferento con delle sculture provenienti dal Teatro romano.

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