I due sarcofagi fittili di Tuscania, trafugati, tornati al Museo Archeologico di Tuscania nel 2016.

Ieri, 11 gennaio 2025, si ha avuto l’opportunità di ammirare i due famosi sarcofagi in terracotta al Museo Archeologico Nazionale di Tuscania, con l’apertura straordinaria di un ambiente magazzino. L’apertura faceva parte di una visita tenuta dal personale del museo, fornendo delle informazioni preziose circa i due reperti che facevano parte delle ormai famose 45 casse di Symes.

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Robert Symes, antiquario inglese che poi con i suoi soci hanno valorizzato sul mercato internazionale dei reperti provenienti da scavi clandestini degli anni Ottanta, anche nel territorio della nostra Tuscia (che apparteneva quasi interamente all’Etruria Meridionale). La società ha addirittura venduto svariati reperti ai Musei più famosi al mondo, naturalmente ignari del frodo.

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Recuperate in depositi al porto franco di Ginevra, i due sarcofagi fittili definiti integri e risalenti (probabilmente non al sec. VI a.C. come scrive il Giornale dell’Arte), ma al III e al II sec. a.C. e tornate a Tuscania, appunto, al Museo di Tuscania.

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Si tratta di un sarcofago di terracotta femminile (2a metà del sec. II a.C.) e uno maschile (fine III-inizi II sec. a.C.)

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