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BASILICA DELLA MADONNA DELLA QUERCIA

 Dove oggi vedete la Basilica Rinascimentale, c'era solamente un vigneto e una quercia agli inizi del '400... è una storia di miracoli che fece crescere un luogo importante della devozione mariana e un'opera splendida del Rinascimento italiano. 

Basilica della Madonna della Quercia

Basilica-Santuario della Madonna della Quercia, interno.

La Basilica della Madonna della Quercia (1470-1525) oltre ad essere un luogo importante della devozione mariana a livello europeo, costituisce una delle opere rinascimentali piú belle dell’Alto Lazio e del centro Italia.L’affetto verso la Vergine Maria venerata sotto il titolo della Madonna della Quercia a Viterbo accresce attorno ad una immagine dipinta (1417) della Madonna col bambino su una tegola da un certo Mastro Martello detto il Monetto. L’immagine fu posta tra i rami di una quercia a protezione di un vigneto dove oggi sorge la basilica. Durante l’estate del 1467 a seguito della cessazione miracolosa della peste, la devozione verso la „Madonna della quercia” si diffuse in modo straordinario nel viterbese e in tutto il centro Italia. La costruzione della basilica prese inizio nel 1470 su commissione dei custodi della sacra immagine in quel periodo, i padri domenicani della congregazione di San Marco di Firenze (del Beato Angelico e di Savonarola) cui il convento della Madonna della Quercia sarebbe diventato una delle roccaforti. I frati domenicani nel dare le committenze guardavano ad artisti fiorentini e d’ambito toscano, anche a quelli dello stesso convento (fra’ Bartolomeo della Porta, Mariotto Albertinelli, fra’ Paolino da Pistoia ed altri). Alla „Quercia” erano inoltre attivi i Sangallo, la nota famiglia di intagliatori di legno prima e di architetti poi. Il disegno della basilica e del convento è di Giuliano da Sangallo che si ispirò sul S. Spirito Brunelleschiano, mentre il disegno del soffitto a 33 cassettoni (ricoperto successivamente da foglia d’oro per volere del Papa Paolo III) è di Antonio da Sangallo il giovane. La facciata della basilica è come la fronte di un tempio antico, semplice, senza troppi ornamenti, di proporzioni tutt’altro che modeste. I portali intagliati in legno risalgono al 1504-1509, le lunette in terracotta invetriata (1507) sono di Andrea della Robbia, figlio di Luca. L’interno ordinatissimo e nitido conserva l’opera pregiata con l’immagine venerata: il tempietto marmoreo (1490) di Andrea Bregno, uno dei maggiori scultori lombardi attivi all’epoca a Roma. Il tabernacolo è concepito come una vera casa, ci si può realmente entrare e pregare, una vera sancta sanctorum dell’immagine diventata reliquia, posta ancora sull’albero antico. La committenza del tempietto era legata alla Corte Pontificia, di grande prestigio. E di grande interesse nella basilica della Madonna della Quercia la pittura fiorentina rappresentata dalla scuola del convento di San Marco. Una delle opere più belle e significative è la tela „Noli me tangere” di fra’ Bartolommeo della Porta. Tra le altre opere dei frati dominicani sono da notare: la pala d’altare con l’Incoronazione della Vergine (1514-1534) su cui lavorarono fra’ Bartolommeo della Porta, fra’ Paolino da Pistoia; gli affreschi del tabernacolo (metà del ’500) di Michele Tosini (legato al Ghirlandaio). La cupola, le cappelle, il coro conservano altri affreschi e dipinti ricoprendo un arco di tempo che va dal’500 all’800. Tra le altre cose da vedere sono da citare gli stalli in noce (1574) del coro di Francesco di Domenico di Zanobio del Tasso e Giuliano di Giovanni detto il Pollastra, l’organo risalente al ’600, un presepe risalente al 1562-1569 con figure in legno scolpite da artisti fiorentini e lucchesi.

Il chiostro risale al primo decennio del ’500, la parte bassa con polifore. Benchè sia esemplato su un altro chiostro – medioevale - di Viterbo, mostra presenta rinascimentali.

Il piccolo museo degli ex-voto adiacente alla Basilica conserva una piccolissima parte delle tavolette votive che ricoprivano le pareti della chiesa nel corso dei tempi e che dovevano essere a migliaia. Oltre gli ex-voto vi sono esposti degli oggetti provenienti dal complesso conventuale sopravvissuti fino ai nostri giorni. Visita su prenotazione.

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