IL PALAZZO DEI PRIORI DI VITERBO – Viterbo che non ti aspetti.

Il Palazzo dei Priori o del Comune è la sorpresa, che i turisti non si aspettano. Il giro della Viterbo Medioevale si conclude con la visita di un monumento del ‘500!

L’edificio, così come lo vedete oggi, fu costruito tra il 1460 e la metà del XVI secolo per accogliere la nuova sede del Governatore del Patrimonio di San Pietro. Ne presero possesso poi i Priori della città.

Viterbo palazzo del Comune

Il Palazzo dei Priori di Viterbo. La Sala Regia.

Cosa si visita al Palazzo dei Priori?

– La Sala Regia o Erculea: era la sala di rappresentanza del Comune e fu affrescata sul finire del ‘500 dal pittore bolognese Baldassare Croce.

Sono interessanti le carte topografiche affrescate sulle pareti, raffiguranti le origini leggendarie e fantastiche di Viterbo. Le terre donate da Matilde di Canossa alla Chiesa e le terre della Tuscia viterbese. Altri affreschi sono legati ad avvenimenti della storia locale.

Nei riquadri del soffitto riccamente ornato di stucco, sono dipinti i castelli e terre assoggettati a Viterbo, dal viterbese Tarquinio Ligustri.

– La Cappella Palatina: accoglie la bella pala d’altare di Bartolommeo Cavarozzi, pittore viterbese, del 1622: La Visitazione.

La costruzione della cappella dei priori fu iniziata nel 1599 e dopo il 1610 furono realizzate le opere di pittura, la sistemazione della bella porta a formelle lignee e il soffitto intagliato e dorato.

Affreschi con storie della Vergine, stucchi, le immagini con i santi ed i martiri viterbesi ornano l’ambiente. E’ pregiata la Pala d’altare di Bartolomeo Cavarozzi, pittore caravaggesco che non rinuncia alla bellezza dei volti.

Vicino alla pala d’altare, si trova la statua di Santa Rosa da Viterbo. La statua viene inglobata nella costruzione chiamata Macchina di Santa Rosa, Patrimonio Immateriale Unesco. Alta ventisei metri, pesa cinque tonnellate e viene portata a spalla da cento facchini, ogni 3 settembre a sera. Uno spettacolo da non perdere!

– La Sala detta della Madonna: prende il suo nome dagli affreschi che ricoprono le pareti, dedicati ai miracoli della Madonna della Quercia. La sacra immagine dipinta su una tegola, custodita nella splendida Basilica-convento rinascimentale, a soli due chilometri da Viterbo.

– La Sala del Consiglio: fu destinata fin dalla seconda metà del XVI secolo alle consultazioni degli amministratori della città.

Gli affreschi, non di eccelsa fattura, raffigurano dei personaggi mitologici e storici, fantasticamente collegati alle origini di Viterbo.

La sala ha un bel soffitto a cassettoni del XV secolo e stalli di noce risalenti al 1557. Dal pulpito, chiamato la “bigoncia”, parlavano i consiglieri durante le adunanze.

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